12.12.05

Storie di pillole e di volontari

Riporto alcuni miei interventi dul blog di Chiara Valentini sull'Espresso.
Il caso del RU486 è solo l'ennesimo arrangiamento della vecchia canzone che ha per titolo "E TU DONNA PARTORIRAI NEL DOLORE". I più agguerriti tradizionalisti cattolici sono quindi contrari anche al cosiddetto "parto indolore" (meglio dire meno doloroso) perché contraddice le sacre scritture. Figuriamoci allora una pillola che permette "l'aborto indolore", per loro è impensabile, grandi difensori della vita, quando collima con le loro idee, ma molto meno se c'e da difendere la vita di una donna che con l'aborto chirurgico ha un seppur limitato rischio di avere un'emorragia o di un'infezione.
Sempre a proposito di pillole, c'è un altro esempio dell'atavica doppiezza morale di vertici eclesiastici e dei, purtroppo numerosi, pinzoccheri che li seguono a pecoroni.
In questi giorni arriva proprio da quelle sponde una proposta davvero esilarante, quella di passare gratuitamente il viagra agi anziani, la chiesa ha sempre negato ai suoi fedeli l'uso di ogni pratica e strumento contraccettivo sostenendo che il sesso è ammesso solo se finalizzato alla procreazione, poi arriva la pilloletta per farlo fare ed in gran quantità anche a chi per motivi di ètà non puo cero procreare ed ha più o meno raggiunto “la pace dei sensi”.
Non mi stupirebbe più di tanto scoprire che in qualche fabbrica di quelle pillolette c’è una consistente compartecipazione delle banche legate al vaticano.
L'idea di Storace di inserire i volontari del "movimento per la vita" potrebbe sembrare a prima vista un'idea un po' "originale" ma tutto sommato accettabile, se in questi giorni non li avessimo visti e sentiti in varie trasmissioni televisive. Si trattava in massima parte di persone prive apertura mentale che esprimere la loro offensiva aggressività nei confronti delle donne che fanno una scelta sempre difficile. Una scelta che una donna non prende certo a cuor leggero, che è psicologicamente traumatica e non c’è certo bisogno di gente che fa di tutto per aggravare i sensi di colpa gia di per se inevitabili.
Mettere questi individui nei consultori sarebbe come AFFIDARE I CENTRI TRASFUSIONALI AI TESTIMONI DI GEOVA.
L'idea di fondo che anima questi accaniti sostenitori dell'interferenza religiosa nelle leggi dello stato è sempre la stessa, imporre per legge e a tutti, qualcosa che non si riesce a far rispettare per fede religiosa neppure ai propri adepti. I cattolici hanno tutto il diritto di essere contrari all'aborto come al divorzio ed anno tutto il diritto di propagandare queste loro idee, per convincere più gente pèossibile a non divorziare e a non abortire. Ma una cossa è sostenere e propagandare delle idee altro è pretendere che vi si adegui anche la legislazione di uno stato. Ebrei e mussulmani non mangiano il maiale, ma nessuno, qui da noi, si sognerebbe di proire per legge la salsiccia ed il culatello. questo succiede in alcuni paesi islamici che tutti definiamo, giustamente, fondamentalisti, teocratici, illiberali ....I l parallelo, visto dal nostro punto di vista, potrebbe sembrare addirittura irriverente, ma per un mussulmano praticante mangiare maiale o anche il solo toccarlo è un peccato non meno grave dell'aborto.
C'è poi un'altra anomalia, quella che una buona parte di coloro che sostengono così accanitamente il diritto alla vita, si rifiutano (almeno ufficialmente) di procreare vite pur avendo la disponibilità anatomica e fisiologica di farlo. Preti frati e suore, piselli ed uteri potenzialmente fecondi che potrebbero procreare nuove vite, sono laciati colpevolmente inutilizzati, questo si che è peccato!

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